venerdì 5 aprile 2019

Tutto il mondo è paese ...

[It's a small world after all ... (see below for English translation)]




La risposta alla domanda liebniziana “Perché esiste qualcosa invece di niente?” è forse l’unica (in quanto filosofica) alla quale abbia senso rispondere – servendosi del cosiddetto “Principio Antropico” – affermando che noi non saremmo qui a parlarne se fosse vera la prima ipotesi e che ne possiamo parlare esclusivamente in quanto vera la seconda.
Se invece di straparlare di “multiversi” i fisici teorici lasciassero ai filosofi il loro mestiere, scoprirebbero che certi loro “presunti” ragionamenti sono del tutto sconclusionati:
Ammettiamo, per un momento di accettare la loro proposta di un “universo spazio-temporalmente infinito”; cosa ne dovremmo ricavare?
Io dico che le loro principali risposte sono a dir poco infantili e dimostrano che ognuno dovrebbe limitarsi a fare il proprio mestiere: gli scienziati facciano scienza e lascino che i filosofi (quelli bravi!) si occupino di ragionare in termini teoretici.
Non sto qui a ripercorrere le soluzioni proposte dagli scienziati, perché non voglio invadere il loro campo; mi limito a richiamare in causa tutte le varianti proposte del cosiddetto “Multiverso”, per contestarne la validità in toto: sono tutte inutili quanto dannose.
Perché dunque io mi rifaccio in questo caso – e solo in questo caso – al cosiddetto “Principio Antropico”? …
La risposta dovrebbe essere ovvia: non c’è modo per la scienza di rispondere ad un “perché”, la scienza risponde ai “come” e dovrebbe lasciare i “perché” ai filosofi (quelli bravi!).
Nessuna idea di “multiverso” risponderà mai, tuttavia, né ad alcun “perché”, né ad alcun “come”!
“Multiverso” è solo una clamorosa, inutile bufala: non è altro che la resa mascherata dei cosiddetti “fisici teoretici” di anglo-sassone cultura. Solo la filosofia ha i titoli e la cultura storica per rispondere, o “non” rispondere a tali domande sulla base dei propri “metodi”.
Alcune delle teorie più “avanzate” dai cosmologi erano state già avanzate, dai FILOSOFI indiani,  a partire dal IX-VIII secolo a.C. !! … E senza disporre di alcuna tecnologia! … A parte il buon senso comune. L’idea di un universo ciclico, per esempio, è presente testi religiosi e filosofici indiani noti come “Upaniṣad”, solo per fare un esempio fra molti possibili. Ma se vogliamo dirla tutta, non sono forse stati i filosofi a “fondare” la scienza? …
Torniamo a noi. Inventarsi le parole non risponde ad alcun quesito: lo scopo del termine “universo” è quello, non di affermare una teoria, ma di descrivere un fatto: da qualche parte e in qualche modo la “molteplicità” dovrà necessariamente ricondurci alla “totalità”. Il “tutto” – cui anche noi apparteniamo - è ciò che si è sempre inteso col termine ”universo”: già con la scoperta delle galassie, qualcuno avrebbe potuto parlare di “tanti universi indipendenti”, o “universi isola” … Ma il buon senso ha prevalso allora … ma non oggi, a quanto pare.
Affermare che – sulla base di una teoria (inflazione e sue varianti arcobaleno) non dimostrata e forse persino non dimostrabile – noi tutti dovremmo cambiare il senso di parole, che hanno millenni di storia, sono consolidate ed hanno un senso molto ampio e profondo è un atto di patetica arroganza e di sicura greve ignoranza.
“Universo” è un concetto che richiama la profonda intuizione umana, che dietro a tutte le infinite possibilità che abbiamo incontrato, che incontriamo ogni giorno e che potremo incontrare, non solo noi, ma tutte le generazioni e le specie che esisteranno, vi sia una qualche forma di unitarietà: l’esistenza del cosmo è allo stesso tempo la prova della sua unicità.
“Multiverso” è solo una clamorosa, inutile … BALLA.
Ma perché? … Ecco la domanda filosofica principe. E la risposta? …
Per i soldi. E che altro sennò. (*)
Cominciano a esserci un po’ troppi “scienziati” in circolazione, ormai … Che devono fare, se non ci sono abbastanza scoperte “vere” su cui lavorare? … Inventarsele! …
Tutto il mondo è paese.




Sono piccolo ma crescerò ...



=== Correct English version =========

It's a small world after all ...




The answer to the liebnizian question "Why does something exist instead of nothing?" Is perhaps the only (as it is philosophical) to which it makes sense to answer – by means of the so-called "Anthropic Principle" - stating that we would not be here to talk about it in the the first case hypothesis, and that we can speak of it exclusively because the latter is true.
If, instead of talking about "multiverses", theoretical physicists would leave to philosophers their own profession, they would discover that some of their "alleged" reasoning are completely rambling:
Let us admit, for a moment, to accept their proposition of a "space-time infinite universe"; what should we get from it?
I say that their main answers are childish to say the least, and show that everyone should limit themselves to doing their job: let scientists do science, and let the philosophers (the good ones!) deal with reasoning in theoretical terms.
I am not here to retrace the solutions proposed by scientists, because I do not want to invade their field; I will just mention all the proposed variants of the so-called "Multiverse", to challenge their validity in their entirety: they are all as useless as they are harmful.
Why then do I refer in this case - and only in this case - to the so-called "Anthropic Principle"? ...
The answer should be obvious: there is no way for science to respond to a "why", science responds to the "how-s", and should leave "why-s" to philosophers (the good ones!).
However, no idea of ​​"multiverse" will ever respond to any "why", or to any "how"!
"Multiverse" is just a sensational, useless hoax: it is nothing but the disguised surrender of the so-called "theoretical physicists", of Anglo-Saxon culture. Only philosophy has the titles and the historical culture to answer, or "not" to answer such questions, on the basis of its "methods".
Some of the most "advanced" theories by cosmologists had already been advanced by the Indian PHILOSOPHERS, starting from the IX-VIII century BC !! ... And without having any technology! ... Apart from common sense. The idea of ​​a cyclic universe, for example, is present in Indian religious and philosophical texts known as "Upaniṣad", just to give an example among many possible ones. To put it plainly, were they not the philosophers to lay the "foundations" of science? ...
Let's get back to us. Inventing words does not answer any questions: the purpose of the term “universe” is that, not to affirm a theory, but to describe a fact: somewhere and in some way the "moteplicity" must necessarily lead us back to "totality". The " totality" - to which we also belong - is what has always been understood by the term "universe": Already with the discovery of galaxies, someone could have spoken of "many independent universes", or "island universes" ... But the common sense prevailed then ... but not today, apparently.
To affirm that - on the basis of a theory (inflation and its rainbow variants) unproven and perhaps even not demonstrable - we should all change the sense of words, which have millennia of history, are consolidated, and have a very broad and deep meaning, it’s an act of pathetic arrogance and coarse ignorance.
“Universe” is a concept that recalls the profound human intuition, that behind all the infinite possibilities - that we have met, that we meet every day, and that we will meet, not only us, but all generations and species that will exist - there is some form of unity: the “existence of the cosmos” is at the same time the proof of its uniqueness.
"Multiverse" is just a resounding, useless ... RUBBISH.
But why? ... Here is the MAIN philosophical question. And the answer? ...
For money … what else?! (**)
There are – these days - too many "scientists" in circulation, i’m afraid ... What should they do, if there aren't enough "real" discoveries to work with? ... Invent them! ...

The world at large - in the end - is nothing but a little village. (Italian saying. Or as the English’d say:  “It's a small world, after all.”).

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(*) Sotto forma di finaziamenti, ça va sans dire.
(**) In the form of funding, ça va sans dire.
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martedì 8 gennaio 2019

ESSERI UMANI … che più umani non si può …




Quale sia la vera differenza tra il pessimista e l’ottimista, in un mondo come il nostro, che vive nell’indifferenza, non tanto l’uno dell’altro dei suoi disgraziati partecipanti, quanto verso l’immensa mole di vittime, che nel corso della nostra storia hanno pagato il prezzo di potersi definire … ESSERI UMANI:







Il pessimista sa di non essere altro che una carogna da qualche parte in una montagna di cadaveri …
L’ottimista è felice di trovarsi in cima a quella montagna.




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martedì 1 gennaio 2019

Tibi serviat … ultima Thyle …





Ognuno di noi ha bisogno di spiegarsi le cose (di ogni genere, dalla più minuta alla più grande …), ma questo non significa che vi sia una qualche verità da scoprire, o che una spiegazione univoca esista del tutto (e “per” tutto). Si tratta solo di una nostra (comune agli umani) necessità psicologica e niente più, soddisfatta la quale la nostra “coscienza” (chiamiamola così) è a posto e lo siamo anche noi … Tutto il resto è storia e non serve a niente speculare su eventuali differenze fra come, in ognuna delle nostre personali menti, si sia ricomposto il quadro: non esiste alcuna fantomatica “verità ultima”, sulla quale potremo mai convergere tutti! … E’ inutile, è solo tempo sprecato e senza costrutto … Chi ci creda, spera invano e, oltre a perdere il proprio tempo, lo fa perdere anche agli altri …





Per la verità … nemmeno questa lo è … Nessuna verità, nessun confine … NESSUNA CONSOLAZIONE! … 
Ma la realtà sì, eccola qua … Ogni giorno, implacabile e incomprensibile!



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Quote credit: “Tibi serviat ultima Thyle” ( Virgilio, Georgiche, libro I, 30).

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domenica 23 dicembre 2018

Che fenomeno! ... anzi no: che EPIFENOMENO !!!




Siamo solo epifenomeni !!!!! Questa non è (come per altro potrebbe) solo una considerazione filosofica, basata sull’assoluta mancanza di senso del mondo che ci troviamo di fronte, no!
E’ la conseguenza logico/scientifica delle teorie che attualmente descrivono l’universo di cui facciamo parte, in quanto elementi di una fenomenologia generale, che appunto quelle teorie tentano di ricomporre. Possiamo ignorarle, ma cosa ci rimarrebbe in mano in quel caso? … Per coloro che si consolino con le religioni questa può essere la soluzione, ma per gli altri non resta che fare affidamento sul massimo sforzo che le migliori menti umane nel corso dei secoli hanno saputo mettere insieme. Essi, con indubbia saggezza, si sono basati collettivamente sul metodo scientifico e a partire dalle osservazioni, dall’esperienza pratica, dai ragionamenti e dalle simulazioni computerizzate, per giungere alla conclusione che il nostro universo risponda - plausibilmente - a due principali sistemi di leggi: la Relatività e l’insieme delle teorie quantistiche del campo note come Modello Standard, più qualche correzione aggiuntiva per rispondere ai fatti scoperti più di recente, come la Materia Oscura e l’Energia Oscura.




Da queste conoscenze non resta che una conclusione da trarre: Noi – come umani e come cultura, per quanto millenaria - non siamo che accidentali “EPIFENOMENI”, all’interno di un colossale groviglio di altri incidenti, molto più pregnanti e ingombranti, nell’economia globale del cosmo … Del resto, basterebbe prenderci le misure …


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giovedì 18 ottobre 2018

Nothing prevents a beautiful gurl from being intelligent ...

[Nulla impedisce a una bella tosa d'essere intelligente ...]






"I fisici teorici [sic!] un tempo si occupavano di spiegarci ciò che veniva osservato. Oggigiorno sembrano dedicarsi a spiegare perché non riescano a dar conto di ciò che non è mai stato osservato." (S.H.)





"Non si può mentire con la matematica, ma essa può grandemente favorire la mistificazione." (S.H.)




Dr. Sabine Hossenfelder


Le ragazze intelligenti sanno benissimo perché il metodo scientifico consista nell'osservare e replicare i "fenomeni". I "fenomeni da baraccone" invece ... evidentemente no ...



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N.d.T.:
1) Tosa: termine dialettale, genericamente affettuoso, per riferirsi a una giovane donna (i.e.: ragazza).
2) Gurl: Referring to a young lady in generic terms of endearment.
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P.S. En passant, le ragazze intelligenti sono spesso misconosciute. Emmy docet ...

P.S.2 Riflettevo sul fatto che per tradurre in inglese "Fisica teorica" occorra modificare il termine in qualcosa che per noi ha un significato diverso, ovvero si deve tradurre con "Theoretical physics" (Fisica teoretica); questo a me non pare un dettaglio trascurabile, ma un segno del destino. Ammetto che potrebbe anche trattarsi (come spesso si dice negli ambienti "altolocati") di una semplice diversa evoluzione linguistica, ma a me piace pensarla diversamente. Io ho come il sospetto, che dietro al puro fatto linguistico si celi la vera - inconfessabile - ragione: i fisici teorici anglosassoni (specie se made in U.S.A.) sono dei megalomani! ... Essi sono convinti, che la filosofia sia solo una palla al piede e che il compito di fare tutto sia stato ormai ereditato dalla scienza stessa e di conseguenza lo sviluppo delle teorie sia in sé e per sé legato alla riflessione degli scienziati, che ne faranno poi uso; insomma che teorizzare sulla natura delle teorie sia compito, non più per l'Epistemologia e la Filosofia "teoretica", ma per chi studi le teorie scientifiche stesse e ne reclami di conseguenza anche l'eventuale ricostruzione delle fondazioni. Queste nuove fondamenta teoriche non si richiameranno più alla "storia", da cui tutte le teorie sono sorte e quindi agli scopi originari di tale "ricerca", bensì alla matematica ed alla sua presunta coerenza ed eleganza intrinseche. Non so se anche le ragazze saranno d'accordo con me, ma mi piacerebbe.


P.S.3 Ricordo a chi non fosse familiare con i temi filosofici citati sopra, che la ragione per la quale tale distinzione mantiene a tutt'oggi una grande importanza si può riassumere come segue:
La scienza riceve la propria legittimazione dalla filosofia, secondo la mia opinione, per il fatto che di per sé non ne ha: la scienza non è auto-fondante, non può esserlo, né ieri, né oggi, né mai.
La ragione per cui la filosofia invece lo è, sta nel nome stesso: dal gr. philosophía, ovvero ‘amore della sapienza’ (origini circa 1ª  metà sec. XIII). La sete di conoscenza è un istinto connaturato alla curiosità umana e quindi alla sua natura più profonda, ecco cosa intendo per "fondante": noi siamo esseri assetati di sapere e da ciò nasce la ricerca, che è un comportamento ad ampio spettro e globalmente legittimo.
Tale ricerca può svolgersi negli ambiti più disparati: teologico, metafisico, naturalistico, estetico, poetico, alchemico, umanistico, ... a sì ... a volte anche scientifico ...
La scienza non è che un metodo, uno degli ultimi ad essersi manifestato in ordine di tempo, uno dei tanti metodi che l'essere umano può adottare per la sua ricerca, pienamente libera e incontestabilmente legittima. Tutte queste metodologie hanno le stesse radici nella natura umana e perciò sono manifestazioni di un bisogno/amore fondamentale/fondante.
Dalla filosofia sono emerse tutte le conoscenze che oggi vantiamo e la storia di come siamo giunti dove siamo è la storia anche del perché lo abbiamo fatto. Chi si stacca da questa storia può facilmente cadere preda di un delirio di onnipotenza circa la natura della conoscenza: la scienza come "fine".
Chi proponga una scienza in nome della quale l'uomo deve cedere le armi e rassegnarsi a "non capire, ma obbedire [al metodo]" ("Shut up and calculate") ... è il frutto naturale di un tale delirio.
Si risponde spesso a questa contestazione con il presunto immenso successo della meccanica quantistica e amenità affini ... Si elencano i successi e progressi ottenuti con quel modo di pensare ... Senza di esso non avremmo ciò che abbiamo, ecc., ecc.. Stupidaggini!
Non abbiamo niente, non avremo niente: presto o tardi ci arriverà il conto da pagare per aver rinunciato ad essere noi stessi in nome di un mito: tutto ciò che tocchiamo si trasforma in "oro" (tecnologico) ... ma ci dovremmo ricordar anche ... come è andata a finire.
Il mito presso gli antichi non era in grado di spiegare la vera natura dei fenomeni, ma solo le conseguenze che potevano ingenerare per gli uomini e le donne; oggi conosciamo molto bene molti fenomeni, grazie al metodo scientifico, ma abbiamo forse perso la capacità di valutare le conseguenze ... Come direbbe Anassimandro: "... Perché si danno reciprocamente giustizia e ricompensa per la loro ingiustizia in conformità con l'ordinanza del tempo."
Mai filosofo è stato così preveggente e così attuale: la sua concezione dell'infinito come origine di tutto è più che mai adatta alle più recenti scoperte scientifiche: oggi sappiamo che i confini di quello che conoscevamo come uno sconfinato universo si sono dissolte e che potremmo essere immersi in una "infinità di infiniti" ... Ed ecco che Anassimandro ci ritorna alla mente col suo monito: confrontarsi con tale spropositata vastità ci dovrebbe ricordare, come l'unica cosa che conti non può che essere il flusso e riflusso delle compensazioni reciproche ...

Da dove le cose hanno la loro origine,
Quindi anche la loro distruzione avviene,
Secondo la necessità;
Perché si danno reciprocamente giustizia e ricompensa
Per la loro ingiustizia
In conformità con l'ordinanza del tempo.

E' il cosmo a dirigere i giochi e noi possiamo solo stare lì, attoniti, a contemplarlo e, se siamo appena un po' intelligenti, ad imparare, piuttosto che a pontificare.




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giovedì 11 ottobre 2018

The new Theoretical Ahnenerbe: Founder and CEO Ed Witten - Grand Vizier Leo Susskind




We are the only ones who can discuss our theories. 
Other scientists  don't know our rules and our rituals in depth; they cannot understand or criticize, and if they do they will be mocked and banished. 
Scientific evidence is not necessary in the face of the mathematical elegance of our theoretical formulations: sooner or later the universe will evolve to conform to one of the models predicted by our superb "Landscape".




The five-pointed star, in the emblem of the new guild, conceals the mystic symbols of their typical hermetic stringology: T-I • T-IIA • T-IIB • HO-SO(32) • HE-E8xE8. 
(La stella a cinque punte, nello stemma del nuovo sodalizio, cela i simboli mistici della loro tipica stringologia ermetica: Tipo I SO(32) • Tipo IIA [nonchiral] • Tipo IIB [chiral] • HO-SO(32) [heterotic] • HE-E8xE8 [heterotic])




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PS. These ones too have found a way to say any piece of nonsense without anyone being able to challenge them, and maybe also passing as geniuses.


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Il nuovo "teoretico"(*) Ahnenerbe: fondatore e CEO Ed Witten - Gran Visir Leo Susskind

Noi siamo gli unici a poter discutere le nostre teorie; gli altri scienziati  non conoscono a fondo le nostre regole e i nostri riti, non possono capire, né tanto meno criticare e se lo fanno verranno derisi e messi al bando. Le prove scientifiche non sono necessarie di fronte all’eleganza matematica delle nostre formulazioni teoriche: prima o poi, l’universo si evolverà per conformarsi ad uno dei modelli previsti dal nostro superbo “Landscape”.

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PS. Questi pure hanno trovato il modo di dire qualsiasi assurdità senza che nessuno sia in grado di contraddirli, e magari nel contempo di passare per geni.
(*)  L’uso improprio che i fisici anglofoni fanno del termine “teoretico”, in abito scientifico, è indicativo di una certa superficialità, che li porta inesorabilmente a prendere … “fisici per fiaschici” …


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venerdì 28 settembre 2018

The vile lie, so-called "Dark Energy" ...

[La vile menzogna, cosiddetta “Energia Oscura” ...]




Abstract: Tutto il nostro discorso ruota intorno alla possibile vile menzogna dell’Energia Oscura, ovvero al dato che non è affatto un mistero ma un fatto noto in gran parte, ma che mina la credibilità della scienza, al punto da dover essere mascherato e reso misterioso, affinché non si debba ammettere, che questa forma di energia indebolisce alle radici l’intera conoscenza scientifica basata sulla termodinamica.


Adatto anche contro la calvizie, sia qui da noi che alcuni degli universi adiacenti.


1. La cEO (cosiddetta Energia Oscura) è in realtà compresa dalla scienza attuale, ma lo si vuole nascondere per le sue conseguenze: si tratta di Energia Negativa, ovvero anti-Gravità, ovvero il possibile anti-bosone del Gravitone.


2. Ammettere chiaramente di conoscere la natura Negativa della cEO significa ammettere che tutta la “fisica classica”, basata sulla termodinamica, è priva di fondamento e sbagliata: se tutte le equazioni della termodinamica appaiono complete e coerenti senza fornire la minima traccia della presunta cEO è evidente che qualcosa non va, come può mai essere possibile ritenere coerente la termodinamica senza nemmeno una traccia nelle equazioni che richiami l’esistenza di una cEO che contribuisce per il 70% alla composizione del nostro universo? E in ogni caso dopo la scoperta dell'esistenza di questa nuova forma di energia, come mai nessuno ha ancora proposto alcun rapporto (i.e.: equazioni) tra due forme così fondamentali di energia? (anche indipendentemente dal nome o dalla natura ultima di tale nuova forma).

3. Sappiamo dalle leggi fondamentali che l’energia non si può né creare né distruggere e sappiamo che il BigBang ha prodotto l’universo attuale a partire da uno stato di altissima densità di energia (positiva) … Allora da dove salta fuori quella negativa? … Alcune teorie alternative propongono che un campo inflattivo abbia preceduto il BigBang, ma anche in questo caso non si spiega come due tipi di energia così incompatibili (positiva e negativa) abbiano potuto convivere nella fase iniziale, o come possano essere emerse da uno stato iniziale comune.

4. L’uso della definizione “Energia Oscura” è un inganno “voluto”, per nascondere il catastrofico impatto che l’esistenza di un’entità NON PREVISTA come l’ENERGIA NEGATIVA (*) può avere su tutta la fisica e sulla credibilità della scienza cosmologica stessa.

5. La cosa peggiore in tutto questo è la definizione della cEO come “costante cosmologica o anche peggio come “energia del vuoto”. Nel primo caso si tratta di un tentativo di coinvolgere Einstein per nascondere – diciamo così - la polvere sotto il tappeto; ovvero usare un valore arbitrario (rinnegato da E. in persona e usato come aggiustamento temporaneo ad hoc e privo di qualunque significato fisico) per far solo finta di spiegare ciò di cui non si sa render conto.
Nel secondo caso, si continua a giocare sull’equivoco di lungo corso, per cui lo spazio e il vuoto sarebbero entità in sé; ovvero tutta la cantilena che vuole subdolamente riproporre il concetto newtoniano di spazio e tempo assoluti come “palcoscenico” (o struttura a priori) nella quale si svolgono gli eventi fisici che la scienza studia. Non esiste alcuna “entità fisica” che possa supportare l’idea di spazio vuoto, di vuoto cosmico, di spazio interstellare, ecc.. Si tratta solo di fumo negli occhi: la scienza non ha una comprensione certa di ciò che pertiene alle sconfinate distanze cosmologiche in cui non è presente la materia in quantità significative e gioca a nascondino continuamente con i vetusti concetti newtoniani mescolati in modo maldestro con quello più recente ma non meno ambiguo di spaziotempo einsteiniano: in entrambi i casi parliamo di concetti puramente matematici, ovvero assunti astratti e puramente teorici, ma decisamente PRIVI di consistenza fisica. Di conseguenza resta priva di risposta la domanda su cosa sia lo “spazio” e su cosa sia il “tempo” in termini di “sostanza” e quindi la scienza è inadempiente ormai da troppo tempo su questo tema.  

PS. Ci si sente spesso dire che lo “spazio vuoto” sarebbe in realtà pieno di campi, di radiazione, di atomi e particelle varie … Ma ovviamente questa è una non risposta e solleticherebbe una contro domanda del tipo: e allora il tempo di che cosa è pieno? … di fesserie, magari? …
In realtà, affermare che lo spazio sia pieno di cose più meno materiali non è una risposa alla domanda: che cosa è lo spazio. Semmai risponderebbe ad un'altra domanda, ovvero cosa contiene lo spazio … Direi che sono due domande diverse! E meritano due risposte, forse? … No! Sono domande inappropriate entrambe e l’unica risposta sensata è che lo “spazio” non esiste: non esiste come tale, ma solo come pasticcio linguistico … Uno dei tanti, che la scienza sembra volersi tanto coccolare.
Il motivo per cui sosteniamo questo punto di vista è che: a) i concetti newtoniani, oltre ad essere obsoleti, sono stati fin dalle loro origini concetti arbitrari ad hoc e quindi destinati ad essere sostituiti prima o poi sulla base delle osservazioni successive, ma questo non è stato fatto; b) il concetto einsteiniano di spaziotempo (in cui da assoluti, i concetti vengono assimilati – almeno parzialmente - e diventano appunto relativi e astratti) invece è il prodotto di una rivoluzione concettuale vera ma parziale: bisognava eliminare i concetti newtoniani (così assoluti e maledettamente “fisici”), ma non era così facile e in ultima analisi impossibile per quanto riguarda la Relatività Generale; così Einstein ha rinunciato e ne ha fatto un puro concetto geometrico, ovvero privo di “sostanza” … Quella “sostanza ultima” che stiamo ancora cercando … Se mai esiste.
Teorie che pretendono di essere “fondamentali” (che più fondamentali non ce n’é) si basano sui concetti newtoniani di spazio e tempo al punto che diventa impossibile colloquiare con la Relatività … Si stanno arrampicando su tutti gli specchi del mondo pur di trovare un punto di convergenza, ma il guanto di Ethan Hunt non si trova …
Tali teorie propongono lo spazio come “generatore” dell’energia detta appunto “del vuoto”, ma non abbiamo alcuna certezza in proposito e affermazioni così roboanti richiederebbero prove altrettanto roboanti … Ma per quanto tenda l’orecchio … niente di roboante mi par di sentire …
Lo spazio (cosmico, vuoto, o comunque lo si chiami …) non “contiene” le cose di cui si dice, semmai “è” tali cose: finché i cosiddetti esperti non risponderanno alla domanda giusta, non troveranno la risposta giusta.
Il vero paradosso è che se lo spazio è un ente fisico la Relatività Generale crolla (ci sarebbe un “reference frame” privilegiato), se non lo è, ritorniamo alla domanda precedente e non sappiamo più cosa esso sia e come possa mai generare energia (positiva o negativa che sia).

Tuttavia io non sono qui per occuparmi di dettagli (de minimis non curat prato [sic!]) bensì per puntare il dito contro la codardia, se tale è, di chi utilizzi termini vaghi per mascherare la paura di perdere la propria credibilità (e la pagnotta che produce).


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(*) Per un riferimento completo al concetto di ENERGIA NEGATIVA, rimando alla letteratura, ma un breve e semplice richiamo può essere il seguente:
"Negative Energy ... Such a negative energy state is forbidden to exist by the rules of quantum physics, except for a very brief period of time, which explains why such a [particle] pair rapidly annihilates and we do not see a shower of particles and antiparticles coming from empty space." (Quora, Sep 28, 2018).

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Quote credit: https://www.forbes.com/sites/quora/2018/09/28/in-the-distant-future-all-black-holes-in-the-universe-will-share-the-same-fate/#4aed13b74782.
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